sciò

venerdì, 03 luglio 2009

E però.

Potrei scrivere i miei post su un documento word come la Sanchez e poi pubblicarli a casa, oppure, visto che non vivo a Cuba, potrei decidere di investire in confort e piacere 78 euro in  una chiavetta e così scrivere e pubblicare i post quando ne ho voglia perché nell'immediatezza,  è molto più divertente. Avrei, per esempio,  potuto raccontare di quella volta che mi hanno chiesto "Una Cendrata", eh sì, proprio una cendrata, oppure di quando il commesso di un ingrosso ci ha prima guardate ( me e me mia sorella) e poi ci ha chiesto se dovevamo comprare detersivi. Credo di non essermi mai sentita così offesa, va bene esagero, mi sono sentita anche più offesa, ma poteva stare zitto. Delle mile volte in cui per due gocce d'acqua abbiamo dovuto lavare e asciugare tutti i tavoli e le sedie tra le madonne. Lo dico, è passata l'euforia, il tempo non ci sta aiutando, ma il problema vero non è neppure il tempo. E' che le dinamiche familiari applicate al lavoro facilmente degenerano in psicodramma. Ogni cinque minuti direi,  ed è sfiancante, per chi come me  non chiede molto altro che avere gente serena intorno, perché tanto i motivi per angosciarsi e giocare a fare le guerre non mancheranno mai. Salvo assolutamente il cameriere biondino.
E insomma i punti critici di questo lavoro stanno venendo fuori. Ma è un momento, il tempo è brutto,  mi sembra tutto difficile. Poi passerà.
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lunedì, 15 giugno 2009

il cameriere biondino

"Your english is very good!", ha dichiarato il ciclista inglese al ragazzo biondino che lo serviva al tavolo. "Arrvt idd!", ha sussussurrato il ragazzo biondino mentre si allontanava dal ciclista inglese, che tradotto suonerebbe più o meno: ci voleva lui (è arrivato lui) dall'Inghilterra per dirmi una cosa che so, e continuando a camminare con le stoviglie sporche in mano: "Se proprio volevi essere ricordato, potevi lasciare la mancia!"
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sabato, 13 giugno 2009

pomodori verdi freschi alla fermata del mare

La clientela della settimana è diversa da quella del week end. Durante la settimana esiste una prevalenza di clienti stranieri, io li preferisco. Amano del nostro chiosco-bar quello che amo io, la semplicità, la bellezza del luogo,la vista sulla baia, la frescura regalata dagli alberi, l'olio genuino, il basilico appena colto dalla pianta che mettiamo nell'insalata. I clienti del week end sono in maggioranza locali. Maleducati per lo più, che vanno in bagno senza dire buon giorno, si lavano i piedi sporchi di sabbia nel lavandino e poi fuggono come ladri, nel timore che qualcuno chieda loro se bevono qualcosa. Non sono tutti così, ma molti di loro, sì. E' il luogo, nel senso del paese, della località, che ritaglia quel segmento di clientela. Il paese che pure ha una sua bellezza non del tutto scomparsa, è stato accuratamente straziato dallo scempio edilizio, la gente che può cerca altri luoghi, così i più disgraziati (perché i veri disgraziati sono quelli che non sanno o non possono scegliersi la bellezza) si riversano nei luoghi più popolari, dove ci sono spiagge libere. Io non ho nulla contro i luoghi popolari, solo vorrei amministratori più capaci e in grado di salvaguardare la bellezza per tutti. L'estetica è etica e l'educazione degli avventori, una sua conseguenza.
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martedì, 09 giugno 2009

come a capri, tempo stupendo.

Il tempo si è messo come si deve. Ovviamente ha aspettato che fosse lunedì, ma va bene lo stesso. Il certificato è arrivato e sembrerebbe in dirittura d'arrivo PERSINO la concessione comunale. Sei mesi sei. Costi inauditi, richieste assurde, ma siamo in Italia, inutile lamentarsi. Mio padre consegnerà le sue licenze e noi avremo le nostre. Detta così sembrerebbe una cosa facile. Invece no. Il locale  sebbene esistente e autorizzato, per il passaggio deve essere ricertificato. Fatevi un giretto delle baraccopoli lungo la costa e poi ditemi quanti di loro hanno un certificato di agibilità. Ma comunque.
Ho rotto il ghiaccio con le insalate, sembra che i clienti apprezzino anche le mie e io apprezzo i clienti che le apprezzano. Abbiamo anche un barista. Studente di antropologia al primo anno (che ha fatto tutti gli esami). Io lo trovo perfetto, ma si sa ogni scarafone è bello a mamma sua.
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venerdì, 05 giugno 2009

Oggi, le comiche.

E' ufficiale, sia l'insalata greca che l'insalata caprese vanno da dio. Mia sorella è la regina delle insalate e non solo. Oggi ne ho combinata una delle mie, di quelle che di solito non racconto, ma oggi avevo i testimoni. Insomma all'ora di pranzo, circa quattro tavoli di signori inglesi chiedono insalate greche e capresi, io preparo da bere, mia sorella le insalate, mia madre ha tagliato il pane, preparato le stoviglie, la manovalanza spicciola ma essenziale per noi che alle ordinazioni in contemporanea non siamo abituate. Succede che un signore mi ordina mezzo litro di vino rosso, e io, velocissima perché volevo fare quella efficiente, prendo dal frigo il vino della damigiana (primitivo di Manduria) e lo metto nella caraffina, non era sufficiente, allora intravedo una bottiglia. Ah, ecco l'altro vino rosso, per fortuna qualcuno ne aveva messo una bottiglia da parte, mi dico, e insomma, raggiungo la misura che occorreva. Mi precipito a tavola, nel passaggio, mia sorella, delicatamente, mi dice: "Scusa, ti dispiace se odoro?", e io, perplessa ma tranquilla, le porgo la caraffa. "Ma... hai mischiato il vino col caffé freddo!". " In effetti, mi sembrava più denso quello della bottiglia..." Salvata sull'uscio, rimedio. Il resto sono state risate mentre si affettavano pomodori, mia madre scuoteva la testa e mia sorella diceva: " Ieri, quelle stesse persone, mi hanno lasciato 3 euro di mancia, oggi li avrebbero chiesti indietro." A parte questo, tutto bene. Ancora rido. Grazie sorella.
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lunedì, 25 maggio 2009

Scherzi del caldo.

Alle 13 in punto, mentre imperversava una calura senza ritegno, ho visto arrivare ciabattando un bagnante disperato. Mi si è parato davanti con l'aria affranta e mi ha chiesto cosa avessi di fresco da dargli.
Beh, gli ho detto, tutto quello che vuole, acqua, bibite, granita (i limoni non sono trattati, sa), thé...E lui,  mi guarda sconsolato, come se non potessi dissetarlo e mi dice: "Mi dia un espressino!"
Subito dopo arrivano due tipi con accento del nord, parlano al cellulare in spagnolo, mi specificano che stanno lavorando (per la serie, noi mica ce la spassiamo come lei, signora) e mi ordinano invece dell'insalata, come ero proprio S I C U R A facessero, 2 panini, poi altri due e siccome loro lavorano, non come me, hanno chiesto coca per dissetarsi.  Inutile aggiungere che i panini li hanno voluti...caldi.
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sabato, 23 maggio 2009

Un Toast?

E' un casino però, non riesco a capire cosa vogliono e quando lo vogliono. Oggi i panini non li ha chiesti nessuno, quelli fatti da noi, quelli no global. Nessuno ha voluto le ciliegie buonissime e freschissime, col ghiaccio. La torta salata snobbata di netto. Oggi, 400 gradi percepiti (proprio quattrocento), mare calma piatta, catamarano fighissimo ancorato a pochi metri, cosa chiedono? Dei toast! Dico dei TOAST! Intanto la lavagnetta recitava "insalata greca e Insalata caprese." Io ho mangiato quella greca, fatta da mia sorella, ed era BUONISSIMA. Trogloditi. (Tutti a scuola con mio padre siete andati).
postato da susibrescia alle ore 17:33 | link | commenti (1)
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venerdì, 22 maggio 2009

torno a casa...Lessa.

Mi ero dimenticata di cosa significasse lavorare, nel senso proprio di stare in piedi, faticare, muoversi continuamente, sorridere, parlare del tempo. E' piacevole, parlare con gli sconosciuti, è divertente. Oggi sono venuti turisti sia inglesi che francesi. Mi hanno chiesto organic lemon per la spremuta (wooow babbo, che ti dicevo? Organic organic!) e glace au citron. Mi sembrava di essere a Saint Tropez e poi i francesi erano una coppia così carina, così, così...francese! Erano contentissimi di farsi capire, io lo ero molto di più di loro; "De l'eau petillante, madame?" Era appena andato via una specie di boss locale, uno che insomma, non si capisce come faccia a vivere ma di sicuro i soldi non gli mancano, (si capisce come vive, si capisce e si sa come ha fatto i soldi) proprietario della gran parte dei locali della zona tra l'altro,non ufficialmente, ma di fatto. Ha chiesto a mio padre dove fosse quel "mulino" guardando una delle foto appese, era quello di Santorini. "Ce ne dobbiamo andare lì, noi", ha detto, "A fare fortuna". Ma certo, vai bello vai, aspettano te a Santorini, per cominciare la stagione.
postato da susibrescia alle ore 18:51 | link | commenti (6)
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giovedì, 21 maggio 2009

Urrà!

Oggi è andata meglio, il panino già pronto sintetico preconfezionato (e aggiungo io, premasticato) è stato respinto da un cliente con un po' di buon senso. Questa è una vera guerra. Tra mio padre per cui tutto è orientato sulla velocità, la praticità e l'asetticità (la mensa svizzera, insomma) e me che non capisco che senso possa avere mangiare un panino di quel genere, certificato, sì, va bene, ma insapore e che potresti avere dall'Esselunga di Milano o all'aeroporto di Dubai, sulla costa del sud dell'Adriatico, se hai il mare di fronte e il tempo necessario per rilassarti un po', perché se sei qui non hai un briefing tra 10 minuti. Ho preparato la mousse con le mie manine per gli aperitivi una delle prime domeniche di primavera, con ricotta fresca, olio buono, pistacchi e mortadella, mio padre l'ha bollata con un "Fa schifo, non vedi che nessuno la mangia?!". "No, non fa schifo, sono i tuoi clienti che la scambiano per Spuntì. Un po' di pazienza e si fideranno". Poi ho preparato lo tzaziki, con lo yogurt fresco greco, il cetriolo, l'aglio e l'olio buono. Che uno, ma fosse uno dei suoi clienti l'avesse assaggiato! Mio padre, pimpantissimo; -Fa schifo! Babbo, se avessi viaggiato un po' invece di fare solo Pezze di Greco - Zurigo andata e ritorno (e perché sei tornato, poi?) e non avessi dedicato tutta la vita al lavoro al solo scopo di sfuggire il resto, capiresti che questo posto ha la semplicità e (direbbero i pubblicitari) il posizionamento di una locanda greca,vogliamo continuare con la mensa svizzera? Tu non mi conosci, io non mollo.
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mercoledì, 20 maggio 2009

Vergognati Maurizio, Affanculo!

E insomma, tra la mensa svizzera (avrò modo di spiegare perché, proprio, svizzera) e il cibo a km zero, anche oggi ha vinto la mensa svizzera. Ora, io mi chiedo, sono io che non ho il polso del mercato o è il mercato che non ha il polso? Comunque almeno Vendola ha mandato Affanculo Gasparri, è un inizio.
postato da susibrescia alle ore 20:26 | link | commenti
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